Avrei voluto intervistarlo. Mi ero segnata di contattarlo, pensando che avrei avuto tempo.
E invece ieri sera, Sammy ci ha lasciato.
Non lo voglio ricordare, come stanno facendo altri media, come il ragazzo con progeria più longevo al mondo (titolo agghiacciante). O “affetto da progeria”, “il malato di progeria”… aberrazioni linguistiche che non sopporto più.
Lo voglio ricordare, per quel che ho potuto leggere e apprendere attraverso le sue testimonianze, come un ragazzo con mille talenti, una grande determinazione, una grande intelligenza. E si, anche con la progeria.
Aveva 28 anni. A soli due anni gli fu diagnosticata questa patologia, una rarissima condizione genetica, che colpisce una persona su 20 milioni, ma che non ha mai definito Sammy. Al contrario, ha alimentato la sua determinazione a vivere pienamente e a fare la differenza.
A soli dieci anni, Sammy è diventato il volto coraggioso della ricerca per curare la Progeria. Insieme ai suoi genitori, Laura e Amerigo, ha fondato l’ Associazione Italiana Progeria Sammy Basso Onlus, dedicando la sua vita a sensibilizzare l’opinione pubblica e a promuovere la ricerca su questa malattia poco conosciuta.
Ha partecipato a molti trial clinici pionieristici, offrendo speranza non solo a se stesso ma a tutti coloro che convivono con questa condizione. Il documentario “Il Viaggio di Sammy”, che racconta la sua avventura lungo la Route 66, ha catturato l’immaginazione di un’intera nazione, mostrando che la vita va vissuta al massimo, indipendentemente dalle sfide che si affrontano.
Nel 2018, si è laureato in Scienze Naturali all’Università di Padova, dedicando la sua tesi alla possibilità di curare la Progeria attraverso l’ingegneria genetica. E ha conseguito una specializzazione in Biologia Molecolare, approfondendo il legame tra Progeria e infiammazione.
Nel 2019, è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella.
Come International Ambassador della The Progeria Research Foundation, ha contribuito a costruire ponti tra pazienti, famiglie e ricercatori in tutto il mondo.
Sammy ha vissuto ogni giorno con passione, curiosità e un sorriso contagioso che illuminava chiunque lo incontrasse.
Queste le sue parole:
“𝑃𝑖𝑢𝑡𝑡𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑚𝑖 𝑠𝑢𝑖 𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑛𝑒, 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑧𝑎.”
Questo è il suo grande insegnamento: non soffermarti mai sui tuoi limiti, pensa invece a tutto quello che puoi fare.
Ciao Sammy.
𝐒𝐚𝐦𝐦𝐲 𝐁𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐢 𝐡𝐚 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨
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