La nuova legge di Bilancio 2024 taglia i fondi per i disturbi alimentari. Centri di cura costretti a chiudere e personale sanitario con contratto a tempo torna a casa. Chi ci rimette? Almeno 22.00 giovani e le loro famiglie
Anoressia, bulimia e altri disturbi della nutrizione sono tra le prime cause di morte tra i giovanissimi, seconde solo agli incidenti stradali.
Eppure il Fondo per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, istituito dal governo Draghi con la legge di Bilancio per il 2022, che ammonta a 25 milioni di euro in due anni, non sarà rifinanziato.
Cosa succede? Il rischio concreto è di interrompere i servizi e tagliare il personale sanitario assunto per sostenere le cure sul territorio. In pratica, si torna indietro nel tempo, lasciando scoperte anche le persone che hanno bisogno di cure e i loro familiari. I tagli, infatti, comporteranno la chiusura di diversi ambulatori sparsi in tutta Italia, costringendo pazienti e famiglie a spostarsi per tutta le penisola per accedere alle cure. E si parla di almeno 22.000 persone.
Quaranta associazioni dei familiari dei pazienti hanno già scritto al ministro della Salute e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere la proroga degli stanziamenti e si prevede anche una mobilitazione degli operatori sanitari che perderebbero il lavoro.
Proprio in questi giorni, inoltre, il ministro della Salute Orazio Schillaci dovrà rispondere a un’interrogazione sulle iniziative da mettere in campo per assicurare le risorse al Fondo e per inserire i disturbi dell’alimentazione nei LEA.
Si ipotizza un possibile emendamento da inserire nel Decreto Milleproroghe alla Camera.
La commissione Sanità del Senato si appresta poi a varare un disegno di legge proprio sui disturbi del comportamento alimentare a firma di Alberto Balboni (FdI).
Si propongono interventi di prevenzione e cura per disturbi che riguardano almeno 3.000.000 di persone, circa il 5% della popolazione italiana, di cui più del 96% sono donne. Ogni anno causano la morte di 4.000 giovani, diventando a pieno titolo la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Con la pandemia poi la situazione non è migliorata, visto che si è registrato un aumento del 40% dei casi.
Il disegno di legge vuole riconoscere questi disturbi come “malattie sociali” e individuare perfino un nuovo reato, quello di istigazione a pratiche alimentari che possano causare un disturbo alimentare. Interviene anche sull’utilizzo professionale dell’immagine femminile per campagne pubblicitarie e prevede sanzioni per le agenzie di moda e pubblicitarie che si avvalgono di modelle che non presentano certificato medico o il cui certificato medico attesti una massa corporea inferiore alla norma e che comporta di grave magrezza o forte sottopeso.
Foto generata con Intelligenza Artificiale (DALL-E).
