Ogni 2 aprile il mondo si colora di blu per la Giornata della consapevolezza sull’autismo, ma la sfida vera – quella che conta – si gioca ogni giorno, nei luoghi dove viviamo, lavoriamo, entriamo in relazione. Perché inclusione non è solo una parola, è un’azione concreta. Ed è proprio con questo obiettivo che Stimulus Italia – società che si occupa di benessere organizzativo – e Specialisterne Italia – realtà impegnata nell’inserimento lavorativo di persone autistiche – hanno deciso di unire le forze.
Il frutto di questa collaborazione è un piccolo strumento, semplice e prezioso: un vademecum dal titolo “Autismo, lavoro, benessere”, pensato per aiutare aziende, enti e professionisti a comprendere meglio il mondo della neurodivergenza e a creare ambienti di lavoro più accessibili e accoglienti per tutti.
L’autismo in Italia: numeri e potenzialità ignorate
In Europa si stima che le persone nello spettro autistico siano circa 5 milioni, ma meno del 10% ha un lavoro. In Italia, secondo i dati di ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di Soggetti Autistici), si parla di circa 600.000 persone. Eppure, sottolineano gli esperti, queste persone hanno spesso competenze elevate, una forte attenzione al dettaglio, puntualità e capacità di concentrazione fuori dal comune. Quello che manca, però, è un ambiente che sappia riconoscere e valorizzare queste competenze, uscendo dagli stereotipi e dalla rigidità dei modelli standardizzati. Perché la vera inclusione non si fa adattando le persone alle regole, ma adattando le regole alle persone. “Parlare di neurodiversità – spiega Fabrizio Acanfora, responsabile comunicazione di Specialisterne Italia – significa riconoscere che non esiste un solo modo giusto di pensare o di comportarsi. Ognuno di noi ha caratteristiche uniche: la diversità è un valore che arricchisce le organizzazioni, stimola l’innovazione e migliora la qualità delle relazioni.”
Il vademecum: uno strumento pratico per il cambiamento
Il vademecum è stato scritto dalla pedagogista Sara Comandatore, con il contributo di Fabrizio Acanfora, ed è pensato per essere uno strumento pratico, immediato e accessibile. Cinque suggerimenti concreti che ogni azienda, scuola, ufficio o team può adottare, anche con piccoli cambiamenti.
Eccoli:
- Comunicare in modo chiaro e diretto: molte persone autistiche trovano difficile interpretare doppi sensi, ironia o messaggi ambigui. Per questo è utile usare un linguaggio esplicito, eventualmente accompagnato da istruzioni scritte o schemi visivi.
- Attenzione agli spazi e agli stimoli sensoriali: gli open space affollati, le luci troppo forti o i rumori improvvisi possono diventare fattori di stress. L’ideale sarebbe offrire postazioni più tranquille o permettere l’uso di cuffie e strumenti di regolazione sensoriale.
- Flessibilità organizzativa e autonomia: dare la possibilità di lavorare da remoto o in autonomia, laddove possibile, aiuta a ridurre lo stress sociale e a valorizzare la produttività individuale.
- Non giudicare la comunicazione non verbale: evitare il contatto visivo non significa disinteresse. È solo un altro modo di comunicare. Serve imparare a leggere i segnali con rispetto, senza pregiudizi.
- Formarsi e formare: promuovere momenti di confronto, formazione e ascolto per migliorare la consapevolezza sull’autismo e più in generale sulla neurodivergenza.
Una cultura del lavoro che si prende cura
“Includere davvero – sottolinea Sara Comandatore – significa partire dall’ascolto. Le persone autistiche hanno spesso percorsi formativi solidi, passioni profonde e competenze preziose. Ma per esprimerle hanno bisogno di un contesto che sappia accoglierle, non cambiarle”. È un concetto su cui insiste anche Andrea Bertoletti, Country Manager di Stimulus Italia: “Abbiamo voluto realizzare un vademecum concreto, accessibile e subito utilizzabile. La collaborazione con Specialisterne è per noi un passo importante verso un’idea di benessere che tenga conto della pluralità delle persone. L’inclusione è un valore umano, ma è anche un valore strategico: le aziende che accolgono e valorizzano la diversità sono più forti, più innovative e più sane.”
La consapevolezza è solo il primo passo
Il 2 aprile serve a ricordarci che le differenze non vanno solo accettate, ma riconosciute, sostenute e integrate. E questo vale ancora di più nei luoghi di lavoro, dove il senso di appartenenza e di realizzazione personale possono fare la differenza nella vita di una persona. Un vademecum, da solo, non cambia il mondo. Ma può cambiare il modo in cui lo guardiamo. E da lì, iniziare a costruire qualcosa di nuovo, insieme.
