La celiachia è al centro delle Linee Guida Nazionali elaborate dalla Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), in collaborazione con altre entità scientifiche, e presentate in Senato
Si tratta di un prezioso documento che indica un percorso chiaro e più definito per la diagnosi, il trattamento e il monitoraggio della celiachia e della dermatite erpetiforme associata. Una risorsa basilare per medici di base, pediatri e specialisti.
Le raccomandazioni, che vanno oltre la celiachia e includono anche altre malattie gastroenterologiche (come la pancreatite acuta e l’infezione da Helicobacter pylori), mirano a uniformare l’approccio clinico e ottimizzare la gestione delle persone assistite.
Riconoscendo l’impatto significativo di queste malattie sul sistema sanitario italiano, l’obiettivo è migliorare l’efficacia della diagnosi e l’appropriatezza del trattamento, anche per contenere i costi sanitari.
Secondo le ultime stime, i celiaci in Italia sono circa 600.000, molti dei quali non diagnosticati, visto la natura spesso asintomatica della malattia.
Le linee guida evidenziano quindi l’importanza della collaborazione interprofessionale per identificare il più precocemente possibile la malattia, evitando, in questo modo, danni a lungo termine.
Sottolineano poi l’importanza dell’educazione alimentare e mirano a sensibilizzare la popolazione e i professionisti della salute sulla celiachia, anche per migliorare l’inclusione sociale dei celiaci.
Promuovono poi un approccio bilanciato, evitando sia la trascuratezza che la fobia delle contaminazioni e aprono a nuove prospettive terapeutiche, attualmente in fase di studio, per integrare la dieta senza glutine.
Si tratta di un documento che rientra in un progetto e un impegno più ampio per la diffusione di pratiche basate sull’evidenza scientifica, per migliorare la qualità della vita delle persone celiache e per guidare i professionisti sanitari nelle scelte cliniche più appropriate.
Immagine realizzata con l’Intelligenza Artificiale (DALL-E)
