Dopo le polemiche per i tagli al Fondo per i DCA (Disturbi dell’alimentazione), il ministro della Salute, Orazio Schillaci annuncia il rifinanziamento attraverso un emendamento al decreto Milleproroghe.
Si tratta di 10 milioni di euro per il 2024 da destinare al Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, aggiungendo che, grazie all’aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), previsto per il 2024, gli assistiti potranno ricevere presto altre prestazioni ambulatoriali in esenzione.
Più di 40 associazioni dei familiari dei pazienti, preoccupati per il mancato rinnovo del finanziamento, avevano evidenziato come i centri per la cura dei disturbi dell’alimentazione fossero a rischio chiusura e scritto al ministro Schillaci e alla premier Giorgia Meloni per chiedere la proroga degli stanziamenti.
La legge di Bilancio del 2022, infatti, aveva previsto, in attesa dell’aggiornamento dei LEA, l’istituzione di un Fondo per il contrasto dei disturbi della nutrizione con 15 milioni di euro per l’anno 2022 e 10 milioni per l’anno 2023. Fondo che l’ultima manovra non ha rifinanziato.
Schillaci si è dunque impegnato a mettere a disposizione 10 milioni di euro per il 2024 e lo ha annunciato alla Camera durante il Question time del 17 gennaio in risposta ad un’interrogazione del Pd dopo le polemiche seguite al definanziamento del Fondo.
In quell’occasione il ministro ha precisato che “nell’ambito della proposta di aggiornamento LEA, la Commissione nazionale e la promozione dell’appropriatezza del Servizio sanitario nazionale ha rilevato l’importanza di introdurre ulteriori nuove 16 prestazioni di assistenza ambulatoriale da concedere in esenzione, necessarie ed appropriate per il monitoraggio e la prevenzione di complicanze ed aggravamenti di bulimia ed anoressia, che, sommate alle precedenti, diventeranno 32. Resta fermo che, con l’entrata in vigore del nuovo nomenclatore tariffario e dell’ulteriore aggiornamento dei LEA, sarà garantita finalmente la piena copertura finanziaria in modo strutturale per l’erogazione delle prestazioni a beneficio di tutti i pazienti affetti da DCA, rendendo di fatto non più necessario un qualsivoglia fondo straordinario a carattere temporaneo che finora è stato sperimentato”.
