Dicono di fare prevenzione, di fare autopalpazione, di stare attente soprattutto se si ha una storia famigliare. Erica rientrava in tutte queste categorie: fa prevenzione da 15 anni, ha una storia famigliare, si tiene costantemente sotto controllo.
Eppure nessuno, fino ad agosto del 2024, si era accorto che Erica avesse un tumore al seno.
Le sue microcalcificazioni erano state sempre considerate normali. Solo quando ha incontrato per caso la dottoressa Formicola, attraverso un post sui social, la situazione è cambiata. La dottoressa, vedendo le mammografie precedenti, ha notato subito l’anomalia: le microcalcificazioni erano aumentate significativamente ed erano distribuite in modo irregolare.
“Io sono sempre stata molto fiscale su queste cose perché per me la prevenzione è sempre stata importantissima”, ha raccontato Erica, che ha poi aggiunto come le microcalcificazioni fossero considerate normali: “ne parli davanti a una macchinetta del caffè con colleghe, parli con una mamma, una zia – ma sì le ho anch’io, stai tranquilla”.
E invece no. Perché ce ne erano troppe, di microcalcificazioni e solo da una parte. Perché si vedeva senza microscopio che la mammella era invasa dal tumore.
Quello che abbiamo raccontato in questa live non è solo una storia clinica, ma la storia di due donne che si sono incontrate e hanno dato vita a una relazione di cura eccezionale.
“Io sono una donna, una mamma e dopo un medico” ha detto la dottoressa Formicola. Ha spiegato come sia fondamentale che le donne conoscano il proprio corpo, prestino attenzione ai cambiamenti e soprattutto non abbiano timore di chiedere spiegazioni dettagliate dei referti.
Tra Erica e la dottoressa si è creato un rapporto speciale. “Lei ti dice non sei da sola, ricorderò sempre le sue parole: da questo momento tu non sei da sola, ci prendiamo per mano e questa battaglia la vinceremo insieme”, ha raccontato Erica con emozione.
Dalla live sono emersi consigli preziosi: l’importanza dell’autopalpazione mensile, l’attenzione ai dolori monolaterali persistenti, la necessità di non sottovalutare i cambiamenti anche se apparentemente “normali”. Ma soprattutto è emerso quanto sia fondamentale essere parte attiva del proprio percorso di prevenzione, chiedendo spiegazioni, secondi pareri quando necessario, e pretendendo che i medici mostrino e spieghino nel dettaglio le immagini diagnostiche.
“Non abbiate paura a parlarne”, ha concluso Erica, sottolineando come la condivisione delle esperienze, anche in contesti informali come davanti a un caffè, possa essere preziosa per trovare aiuto e indicazioni utili.
Qui potete rivedere tutta la live:
