Nel silenzio delle camere da letto e nel rumore assordante dei social media, si sta consumando una crisi silenziosa che coinvolge i giovani uomini della nostra società. Hikikomori e incel: due facce di una stessa medaglia che riflette il profondo disagio maschile contemporaneo. Mentre il dibattito pubblico si concentra sulle conquiste femminili, un numero crescente di ragazzi si ritira dalla vita sociale o si trova escluso dalle dinamiche sentimentali e sessuali.
Marco Crepaldi, psicologo e fondatore dell’Associazione Hikikomori Italia, ci guida attraverso questo fenomeno complesso, svelando le radici di un malessere che affonda nel conflitto tra modelli educativi obsoleti e nuove aspettative sociali. Dalla confusione identitaria alla frustrazione sessuale, dall’isolamento volontario all’esclusione involontaria, emerge il ritratto di una generazione maschile in bilico, alla ricerca di un posto in un mondo che sembra non capirli più.
Dottor Crepaldi, ci aiuti a inquadrare il tema del disagio adattivo sociale, che in certi casi riguarda soprattutto i ragazzi.

Dal 2012 osservo e studio il fenomeno degli Hikikomori. Ho cercato negli anni di capire perché coinvolgesse soprattutto i ragazzi e così ho iniziato a prendere contatto e capire le debolezze del maschio moderno, del ragazzo che cresce e viene educato nella società attuale, arrivando ad occuparmi anche di Incel, i celibi involontari. Il soggetto Hikikomori è considerato potenzialmente più grave perché non studia, non lavora, è un inattivo sociale, mentre l’Incel apparentemente ha una vita normale, ma soffre in silenzio e tende a isolarsi per non dover affrontare il problema. L’hikikomori attira oggi più attenzione a livello macro-sociale e istituzionale perché a livello pratico è più invalidante.
Potremmo dire che i ragazzi oggi ricevono un’educazione diversa dalle ragazze?
Sicuramente sì. L’educazione di genere resiste. Ovviamente è più o meno forte a seconda dei contesti, ma ovunque è ancora realtà. Il nodo centrale è che questo retaggio ancora esistente, l’educazione di genere, si scontra con un contesto molto cambiato, e questa intersezione determina, nelle fasi formative dei ragazzi maschi, confusione e problemi. Vengono proposti loro dei modelli alternativi a quello machista, che però non sembrano premiarli da un punto di vista sociale: i ragazzi giovani vengono educati in un modo nuovo, ma vedono avere successo uomini che rispondono al modello educativo e comportamentale vecchio! Vedono avere successo sociale e sessuale uomini arroganti, forti, virili; e non solo lo vedono, ci sono studi che dimostrano come i bulli abbiano molte più relazioni sessuali di chi subisce bullismo. Questo provoca una forte dissonanza cognitiva nel maschio di oggi, che vede anche un minor empowering del proprio ruolo di genere: da un lato ti viene detto che devi superare il modello mascolino, ma dall’altro prendi atto di non venire apprezzato dalle donne come chi lo segue. Non solo. Le donne negli ultimi anni stanno prendendo parte e assistendo a un rafforzamento e cambiamento significativo del proprio ruolo sociale, e questo fatto, combinato con quanto detto prima, crea una grande instabilità emotiva nell’uomo.
Gli uomini quando sono in difficoltà generalmente si chiudono, anche perché viene insegnato loro a non manifestare troppo i problemi e, in ragione della loro scarsa espressività emotiva, ricevono minor empatia delle donne in merito a problemi intimi. Per questo oggi si trovano allo stesso tempo in difficoltà e soli, umanamente e socialmente: i problemi maschili non sono molto affrontati e comunemente si pensa dipendano dal maschio stesso e non siano meritevoli di ragionamenti più ampi.
Credo tutto questo abbia portato a una sottovalutazione dei limiti del maschio di oggi, che, vale la pena ricordarlo, resta quello che statisticamente si toglie di più la vita, quello che si isola di più dalla società, come appunto gli hikikomori, quello che sembra stia vivendo in questa fase le maggiori sofferenze da un punto di vista psico-sessuale. Secondo alcuni studi il numero di uomini under30 in astinenza sessuale è quasi triplicato negli ultimi decenni, mentre non è accaduto lo stesso per le donne.
Di che fascia di età stiamo parlando?
Dalla prima adolescenza all’età adulta. Sia nel caso degli hikikomori sia degli incel, l’esordio dei problemi avviene durante l’adolescenza e la fase centrale delle problematiche si sviluppa tra i 20 e i 30 anni. Per gli incel l’esordio è legato alle prime dinamiche sessuali. L’età media del primo rapporto sessuale in Italia, sia per uomini sia per donne è intorno ai 17 anni ma sappiamo anche che c’è una fetta di uomini che vive questa esperienza sempre più precocemente (attorno ai 13 anni) e una fetta che lo vive sempre più tardi. Mentre le donne sono più allineate alla media.
È molto rilevante il fatto, certamente positivo, ma utile da analizzare, che una maggiore liberalizzazione del poter di scelta femminile ha determinato una ripercussione psico-sociale: ci sono degli uomini che non scegliendo più ma dovendo essere scelti vengono tagliati fuori da questa opportunità di relazione. email Per questo è importante intervenire a supporto dei maschi di questo secondo gruppo. Per evitare che si ghettizzino, vadano nei forum, inizino a odiare le donne e poi si auto-distruggano o addirittura facciano del male ad alcune donne o ad altri uomini (in Italia ci sono stati omicidi Incel, cioè motivati da una profonda insoddisfazione psico-sessuale) è fondamentale aiutarli a sviluppare gli strumenti necessari a capire come diventare attraenti agli occhi delle donne.
L’interesse sessuale, inteso come intimità fisica, sta calando?
Sì, c’è una costante astrazione della sessualità. Anche i trend pornografici che studio dimostrano che il sesso sia sempre più astratto. Il sexting, l’utilizzo di only fans ci dicono che le pulsioni sessuali diventano sempre meno legate al rapporto sessuale in sé. C’è un cambiamento netto in corso, la sessualità è molto più varia, ma anche molto più surrogata. Tanti giovani non fanno sesso ma riescono comunque a soddisfare – magari parzialmente, magari con frustrazione – la propria sessualità; sui social si trova tanto soft porn e tante occasioni di sesso surrogato. I social sono un danno enorme: sottopongono le donne a una fortissima pressione nei confronti della perfezione del corpo, e portano gli uomini ad aspirare a modelli estetici di donne totalmente irrealistici. Io come psicologo vedo tanti incel che hanno come problema centrale quello di avere ideali estetici femminili eccessivi: o la ragazza è perfetta o loro non ci escono. Poi, è evidente, non sono solo i social la causa delle problematiche che stiamo raccontando; la generazione di un fenomeno è sempre frutto di un insieme di concause.
Gli Incel hanno dei tratti comuni psicologico-emotivo o sono il risultato di educazione, contesto ecc…?
Ci sono degli Incel che lo sono più per motivi di funzionamento neurologico. Ho tantissimi ragazzi che sono informatici, ingegneri, con un’alta intelligenza matematica, profilo che sembra associarsi a scarse competenze socio-emotive. Poi ci sono quelli che hanno una dismorfofobia – gli Incel dei form, per intendersi – che si identificano come brutti, e per i quali la chiusura nei confronti della possibilità di rapporto sentimentale e sessuale con le donne è tutta una questione di corpo. Da ultimo, c’è una categoria di Incel legata a un vissuto esperienziale traumatico: traumi sociali, giudizi del gruppo fortemente negativi, capaci di creare identificazione e bassa stima, genitori particolarmente anaffettivi o giudicanti da un punto di vista sessuale (e questo vale soprattutto per le donne). C’è un fenomeno molto grave che si lega a quello che stiamo dicendo: i pick up artist, i coach di seduzione, che vanno ad intercettare questi Incel online e propongono loro corsi, che costano migliaia di euro, in cui insegnano tattiche e tecniche di conquista; di solito seguono gli Incel per strada e fanno caching sul campo, quando ci provano con le ragazze. Ovviamente però vanno ad agire solo sulle competenze, non prendono in carico eventuali traumi o problemi psicologici. Se per gli Incel che non hanno problemi psicologici questo supporto potrebbe anche essere d’aiuto, per quelli con problemi psicologici spesso si rivela dannoso.
In che misura queste problematiche riguardano anche le donne?
Ci sono anche donne che hanno difficoltà di sblocco psico-sessuale; la differenza sta nel fatto che le donne vivono la cosa principalmente con ansia nei confronti del proprio corpo, paura di esporsi, o di ansia a sbloccarsi sentimentalmente. Ovviamente la mera opportunità sessuale per una donna esiste sempre, per l’uomo no. Molti Incel hanno il primo rapporto a pagamento. Anche la pressione sociale è molto diversa. L’uomo per dimostrare la sua forza deve fare più sesso possibile, la donna, al contrario, deve selezionare per limitare lo stigma. Per altro il fenomeno Incel è etero maschile, perché non sembra riguardare gli uomini omosessuali.
Un suggerimento per incel consapevoli o per genitori di incel?
La famiglia deve parlare di sessualità di più, interessarsi alla vita psico-sessuale del figlio. Un genitore deve evitare di demonizzare il sesso in adolescenza, perché sono sempre di più gli studi che dimostrano come non avere esperienze sessuali in adolescenza aumentii la possibilità di non riuscire a sbloccarsi successivamente: c’è il rischio di cronicizzare, di dare vita a un circolo vizioso di paura e bassa autostima. Bisogna chiedere aiuto. Gli incel si dividono tra chi non ha mai avuto un rapporto sessuale a chi non ha mani nemmeno abbracciato una ragazza, dimostrando una distanza totale dal genere opposto…
Il consiglio che do agli Incel è di non deresponsabilizzarsi, di non esternalizzare la colpa, non serve a nulla demonizzare le scelte femminili, vanno rispettate (molti Incel ce l’hanno con le donne, dicono che fanno scelte sbagliate) e di non credere alla favola che prima o poi la cosa si risolverà, arriverà la donna giusta. Questa è la narrativa dei genitori, ma non funziona così. In realtà servono le competenze giuste per gestire la situazione una volta che si presenta. Bisogna intervenire sul problema.
Sembra che sia un problema di tutta la società, che mira alla perfezione e rifiuta la fragilità. Così è difficile lanciarsi…
Si sì, infatti sia per Hikikomori sia Incel tutto nasce dalle forti pressioni sociali, hanno questo in comune: aspettative irrealistiche o eccessive che determinano ansia da prestazione o blocco.
