Le malattie cardiovascolari non sono uguali per uomini e donne. Conoscere queste differenze è fondamentale per una corretta diagnosi, prevenzione e cura.
Da sempre al centro dell’attenzione di poeti e scrittori, il cuore delle donne è stato per molto tempo trascurato in medicina. La cardiologia è stata infatti per anni una branca della medicina prettamente “maschile”, ma le malattie a carico del cuore sono molto diverse negli uomini e nelle donne e questo ha conseguenze importanti non solo per la loro diagnosi, ma anche per la loro cura e prevenzione. Ancora oggi le malattie cardiovascolari nelle donne sono poco studiate, poco riconosciute e sotto diagnosticate. Eppure, sono la principale causa di morte, anche e soprattutto per le donne. Tenere conto delle differenze di genere nella malattia cardiovascolare è pertanto fondamentale per la personalizzazione dei percosi di prevenzione, diagnosi e cura.
Di quali malattie cardiovascolari soffrono le donne?
In Italia la mortalità per malattie cardiovascolari nelle donne è quasi il doppio rispetto alla percentuale di mortalità dell’insieme di tutte le patologie tumorali .

Come negli uomini, il tipo più comune di malattia cardiovascolare tra le donne è l’infarto, causato da un’occlusione delle arterie che ossigenano il cuore a causa della formazione di placche aterosclerotiche. Ci sono tuttavia alcuni tipi di malattie cardiache meno comuni, ma che colpiscono più spesso le donne rispetto agli uomini.
- Sindrome di Tako-Tsubo -è una patologia rara, nota anche come “sindrome del cuore infranto”, proprio perché a provocarla può essere un particolare stress emotivo, come la scomparsa di una persona cara. È caratterizzata da un forte dolore al petto simile a quello dell’infarto, ma è temporanea e non associata alla formazione di placche. È stata scoperta nei primi anni 90′ da un team di ricercatori giapponesi, che collegarono il dolore al petto in assenza di placche ad una ridotta contrazione del cuore dovuta ad una sua forma atipica, che ricordava appunto quella del vaso utilizzato dai pescatori giapponesi per la pesca dei polpi, il Tako-Tsubo.
- Malattia microcircolo coronarico – è una patologia caratterizzata da danni al cuore in assenza di ostruzione delle coronarie principali. È dovuta a un irrigidimento delle arterie pù piccole del cuore che determina un ridotto afflusso di sangue causando ischemia. Si manifesta anch’essa con un forte dolore al petto ma non è “visibile”alla coronagrafia e richiede esami più approfonditi come la risonanza magnetica e la PET.
- Dissezione coronarica spontanea – è determinata dalla separazione degli strati interni della parete arteriosa con la formazione di un falso lume che può ostruire il normale flusso all’interno del vaso coronarico, determinando ischemia e infarto miocardico a valle dell’ostruzione. La dissezione spontanea delle coronarie è infatti la causa più frequente di infarto in giovani donne soprattutto nel periodo periparto, ma rimane fortunatamente un’evenienza rara.
Anche l’ictus colpisce di più le donne che gli uomini. Le donne hanno infatti un rischio più elevato di ictus durante tutto il corso della loro vita, in particolare nella fascia di età tra i 35 e i 45 anni, e sopravvivono con una qualità della vita peggiore rispetto agli uomini. Tra i vari fattori che contribuiscono a queste differenze, un ruolo fondamentale è svolto da fattori di rischio esclusivamente femminili, in particolare dalla componente ormonale e dai suoi cambiamenti nel corso di vita della donna.
Quali sono i sintomi delle malattie cardiache nelle donne?
Le donne tendono più spesso degli uomini a sottostimare i sintomi delle malattie cardiovascolari non solo perché molte tuttora credono che queste patologie non le riguardino, ma anche perché hanno più frequentemente sintomi atipici. Oltre al dolore al petto, i sintomi che potrebbero essere spia di un problema cardiaco per le donne possono includere:
- Dolore al collo, alla mascella, alla gola, alla parte superiore dell’addome o alla schiena
- Nausea o vomito
- Fatica insolita
- Affanno
- Palpitazioni
Un’attenta valutazione dei sintomi atipici è particolarmente importante per la diagnosi tempestiva di un eventuale infarto nelle donne. Nell’immaginario comune, l’infarto miocardico è infatti descritto come un dolore lancinante al petto, che si irradia al braccio sinistro fino ad arrivare al collo e alla mandibola. Nelle donne, tuttavia, il quadro clinico può non essere così chiaro. Spesso il dolore al petto manca e l’infarto si manifesta con una stanchezza improvvisa associata ad un dolore violento alla schiena e accompagnata da un corredo di altri disturbi come difficoltà respiratoria, senso di indigestione e nausea.
I fattori di rischio delle malattie cardiache nelle donne
Donne e uomini condividono gli stessi fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, anche se l’incidenza di alcuni di questi per le donne è aumentata rispetto ad un tempo per i cambiamenti nello stile di vita. Le donne tuttavia sviluppano queste malattie con un ritardo di almeno 10 anni rispetto agli uomini perché fino alla menopausa possono contare sugli effetti protettivi degli estrogeni su pressione, colesterolo e glicemia.
Oltre ai fattori di rischio “classici”, le donne devono però tener conto anche di fattori di rischio specifici, chiamati emergenti, per lo sviluppo di patologie cardiovascolari tra cui:
- Menopausa precoce – se le mestruazioni si interrompono prima dei 40 anni, l’azione protettiva degli estrogeni cala e il rischio di malattie cardiache aumenta
- Complicanze durante la gravidanza, come pressione alta, diabete gestazionale e anemia
- Uso di contraccettivi ormonali (pillole, cerotti o anelli vaginali con estrogeni e progesterone)
- Endometriosi
- Sindrome dell’ovaio policistico
- Malattie infiammatorie e autoimmuni
- Sindrome metabolica
- Trattamenti radio e chemioterapici per il tumore al seno
Inoltre, anche tra i fattori di rischio comuni, ce ne sono alcuni, come il fumo di sigaretta, che incidono in maniera maggiore sulle donne.
Quali trattamenti disponibili per le malattie cardiache nelle donne?
I trattamenti per le malattie cardiovascolari possono variare a seconda della condizione, ma generalmente includono:
- Cambiamenti nello stile di vita come dieta, esercizio fisico e consumo di alcol e tabacco
- Farmaci per ridurre la pressione sanguigne, sciogliere i coaguli di sangue e controllare i livelli di colesterolo
- Dispositivi come pacemaker o defibrillatori
- Procedure mediche come stent, chirurgia delle valvole cardiache o un intervento di bypass coronarico
Benché sia ormai chiaro che esistono differenze di genere “nei problemi di cuore”, le donne hanno ancora oggi meno probabilità rispetto agli uomini di ricevere le terapie di cui hanno bisogno. Numerosi studi hanno infatti dimostrato che le donne ricevono meno cure e un trattamento più tardivo per le malattie cardiache rispetto agli uomini e hanno tassi di mortalità più elevati. Inoltre, le terapie tradizionali sono ancora standardizzate sugli uomini e molti dei farmaci più usati per le patologie cardiovascolari, come ad esempio gli ace-inibitori e i calcio-antagonisti per il controllo della pressione, hanno maggiori effetti collaterali sulle donne.
L’importanza della prevenzione
La prevenzione primaria rappresenta la strategia più efficace per mantenere in salute cuore e arterie. Molti dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari sono infatti modificabili, pertanto, è necessario identificare quali abitudini ormai consolidate siano scorrette e darsi delle salutari “regole” quotidiane, tra cui una sana alimentazione, attività fisica regolare ed evitare il consumo di alcol e tabacco.
Come abbiamo detto, purtroppo ancora oggi le donne non percepiscono il rischio cardiovascolare con la stessa sensibilità di quello per altre malattie, pertanto, un altro passo fondamentale è la maggiore informazione e sensibilizzazione della donna al rischio cardiovascolare. E lo stesso vale anche per il personale medico, che deve essere formato e sensibilizzato nel riconoscere e trattare in modo appropriato le malattie cardiovascolari nel genere femminile. È inoltre importante incoraggiare le donne a sottoporsi a screening e controlli periodici per valutare lo stato di salute di cuore e arterie.
La buona notizia è che numerosi studi hanno dimostrato che le strategie di prevenzione primaria sono più efficaci nelle donne che negli uomini. Un incentivo in più per impegnarsi attivamente e fare delle scelte salutari a tutela della nostra salute.
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