La direttrice di PERSONE pubblica per Springer Healthcare un volume che unisce evidenze scientifiche e storie reali per offrire ai professionisti sanitari strumenti concreti di comunicazione
La comunicazione tra medico e paziente non è un dettaglio della pratica clinica. È parte integrante della cura. È da questa convinzione — maturata in oltre dieci anni di giornalismo sanitario — che nasce Il Valore della Parola in Medicina, il libro scritto dalla nostra direttrice Angelica Giambelluca e pubblicato da Springer Healthcare Italia.
Un tema che chi segue PERSONE conosce bene. Da anni raccontiamo storie di pazienti e professionisti sanitari, esploriamo il lato umano della medicina, ospitiamo dirette in cui medici e pazienti parlano insieme — non gli uni degli altri, ma gli uni con gli altri. Questo libro è, in un certo senso, la naturale evoluzione di quel lavoro.
Un libro scritto da chi ascolta
“Non sono una dottoressa”, scrive Giambelluca nell’introduzione. “Non ho mai indossato un camice, non ho mai dovuto guardare un paziente negli occhi per dirgli che la malattia è tornata. Faccio un altro mestiere: ascolto le persone e racconto le loro storie.”
È proprio questa posizione — nel mezzo tra chi cura e chi viene curato — a dare al volume una prospettiva particolare. L’autrice ha raccolto per anni testimonianze da entrambe le parti della scrivania: pazienti che si sono sentiti invisibili, medici che hanno smesso di ascoltare senza accorgersene, specializzandi alle prese con la loro prima diagnosi infausta, oncologi di fronte alla domanda più difficile.
Undici capitoli tra teoria e pratica
Il libro affronta la comunicazione medica in tutti i suoi aspetti: dall’evoluzione storica del rapporto medico-paziente alle competenze concrete come l’ascolto attivo, le domande aperte, l’empatia clinica e la decisione condivisa. Un intero capitolo è dedicato alla medicina narrativa, un altro alla comunicazione delle cattive notizie — con un’analisi approfondita del dilemma della speranza: darla o no? E come?
Non mancano i temi più attuali: la telemedicina e il rischio di perdere l’umanità della relazione attraverso lo schermo; il ruolo dell’intelligenza artificiale; la comunicazione interculturale, pediatrica e geriatrica; il fenomeno dei medici influencer e la responsabilità della divulgazione scientifica nell’era delle fake news.
Storie vere, nomi cambiati
Ogni capitolo si apre con una storia. Marco, l’ingegnere che scopre di avere un tumore alla prostata e non chiede del Gleason score, ma se potrà ancora vivere la sua vita. La signora Maria, che non assume il diuretico perché il bagno è al piano di sopra — e nessuno glielo ha mai chiesto. Carla, che guarda il suo oncologo negli occhi e domanda: “Quanto tempo mi resta?”. Andrea, lo specializzando che non trova le parole davanti alla sua prima diagnosi terminale.
Sono tutte storie ispirate a casi reali, raccolti dall’autrice nel corso della sua attività giornalistica. I nomi e i dettagli sono stati modificati per proteggere la privacy, ma il nucleo — l’emozione, il dilemma comunicativo, la dinamica relazionale — è autentico.
Strumenti per la pratica quotidiana
Il volume non si limita alla teoria. In appendice offre strumenti immediatamente utilizzabili: checklist per diversi tipi di colloquio, schede di autovalutazione, protocolli passo-passo per le situazioni più impegnative. Un capitolo è interamente dedicato a cinque casi studio analizzati nel dettaglio: cosa ha funzionato, cosa no, cosa si poteva fare diversamente.
“Questo libro non pretende di avere tutte le risposte”, scrive Giambelluca. “Ma credo — e le evidenze scientifiche lo confermano — che si possa imparare a comunicare meglio. Che esistano competenze concrete, insegnabili, migliorabili.”
A chi è rivolto
Il libro è scritto per i medici, gli infermieri, gli psicologi, i fisioterapisti, gli assistenti sociali. Per gli studenti di medicina e per gli specializzandi. Per chi lavora nelle aziende sanitarie e si occupa di formazione. Per i pazienti, in modo che possano comprendere le sfide della comunicazione che i medici affrontano ogni giorno. E per i giornalisti e comunicatori che si occupano di salute — perché anche loro, quando raccontano la medicina al pubblico, hanno una responsabilità enorme nel modo in cui scelgono le parole.
Disponibile anche come corso ECM
Il Valore della Parola in Medicina è disponibile in formato cartaceo ed ebook. La versione digitale è accreditata come corso FAD ECM e consente di acquisire 30 crediti formativi.
Per acquistare il libro o il percorso formativo: https://www.ebookecm.it/corsi-ecm-fad/il-valore-della-parola-in-medicina-958.html
PERSONE continuerà a occuparsi di questi temi con approfondimenti, interviste e dirette. Perché la comunicazione non è un “di più” per chi ha tempo da perdere. È il cuore della medicina.
