Le nuove tecnologie di Intelligenza Artificiale possono avere un impatto decisivo nella diagnosi di autismo e rappresentare una potenziale rivoluzione in campo medico

L’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a porre una diagnosi precoce di autismo nei bambini. È quanto merge da uno studio presentato al Radiological Society of North America (RSNA) da Mohamed Khudri, dell’Università di Louisville, nel Kentucky.
L’Università americana ha sviluppato un sistema di intelligenza artificiale (AI) per fare diagnosi di autismo in bambini di età compresa tra i 24 e i 48 mesi con un tasso di precisione pari al 98,5%.
In particolare si parla di Deep Learning, un recente “sottocampo” dell’intelligenza artificiale basato su reti neurali artificiali (ANN). La risonanza magnetica utilizzata consente di ottenere immagini tridimensionali basandosi sull’analisi del movimento delle molecole d’acqua presenti nei tessuti del cervello. È una tecnica che consente di vedere fino a che punto le diverse aree cerebrali siano connesse tra loro.
Diagnosticare l’autismo è difficile
Fare diagnosi di autismo è uno degli aspetti più critici della malattia, soprattutto quella precoce, vista l’estrema complessità di una condizione così variegata. Non è un caso, infatti, che sia stata coniata la definizione di “spettro autistico” proprio per dare l’idea di un quadro sintomatologico molto articolato e difficile da inquadrare con certezza, anche riguardo all’età dell’insorgenza. Inoltre, possono essere presenti anche condizioni di co-morbilità di tipo neurologico, psichiatrico e medico, di cui si deve tenere conto nella scelta del trattamento terapeutico.
Gli aspetti che possono far sospettare la presenza dell’autismo nei primi anni di vita includono la difficoltà nell’interagire socialmente e comunicare, la ripetizione dei comportamenti, l’interesse ristretto per le attività di gioco e la sensibilità ai cambiamenti dell’ambiente circostante.
Altri segni possono includere il ritardo nello sviluppo del linguaggio e delle abilità motorie, la mancanza di contatto visivo e l’assenza di risposte agli stimoli sensoriali.
Secondo le stime del Progetto Osservatorio per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute, in Italia un bambino su 77, tra i 7 e i 9 anni, avrebbe il disturbo dello spettro autistico (4,4 volte in più i maschi rispetto alle femmine).
AI e autismo: un aiuto nella diagnosi
Secondo Gregory Barnes, co-autore dello studio americano: “L’autismo è principalmente una malattia delle connessioni improprie all’interno del cervello”. Grazie a questa tecnologia, i ricercatori credono che “un intervento terapeutico prima dei tre anni possa portare a buoni risultati, compresa la possibilità per gli individui affetti da autismo di raggiungere una maggiore indipendenza ed essere dotati di un quoziente intellettivo più alto”.
Nel complesso, l’uso dell’intelligenza artificiale nella diagnosi dello spettro autistico racchiude un grande potenziale per rivoluzionare il modo in cui il disturbo è diagnosticato e trattato, fornendo un approccio più accurato e personalizzato alla cura. Ciò porterà a strategie di trattamento più efficaci e personalizzate, con un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone con questo disturbo e delle loro famiglie.
