GENOVA – L’approccio multidisciplinare non serve solo per curare le patologie, ma anche per invecchiare in salute. Perché se è vero che l’invecchiamento non è una malattia, ha effetti collaterali debilitanti e disabilitanti che possono essere gestiti e prevenuti, con l’aiuto di diversi specialisti.
Questo è il presente e il futuro della longevità e delle iniziative che mirano a sostenere l’invecchiamento in salute: entro il 2050, le persone over 65 anni rappresenteranno circa il 34,5% della popolazione totale italiana; circa il 59% degli over 65 ha almeno una patologia cronica, mentre il 25% ha due o più patologie croniche, con una prevalenza che aumenta all’aumentare dell’età. L’85% delle persone sopra i 75 anni ha almeno una malattia cronica, e il 64,3% convive con due o più patologie. La salute della popolazione anziana è quindi un tema strategico per la sostenibilità del sistema sanitario nazionale.
Per questo la dottoressa Tiziana Lazzari, dermatologo e medico chirurgo estetico, a capo del team del Centro Antiaging ,Longevity, Medicina Antiaging estetica e rigenerativa presso la Casa della Salute (CDS) di Genova, ha sviluppato un modello di assistenza personalizzata incentrato sul concetto di “invecchiamento tipo”, presentato in un recente incontro a Genova.
Attraverso un’accurata raccolta di dati anamnestici, il team è in grado di elaborare percorsi su misura per ogni paziente, abbracciando un approccio di medicina non solo preventiva, ma predittiva. “L’invecchiamento non è una malattia, ma ha effetti collaterali molto importanti – sottolinea la dottoressa Lazzari – il nostro organismo è già dotato di capacità rigenerative che vanno esaltate con il concentrato piastrinico e le cellule staminali da tessuto adiposo”.
Particolarmente rilevante è stato l’intervento del dottor Samir Giuseppe Sukkar, specialista in gastroenterologia e scienze dell’alimentazione, che ha evidenziato il ruolo cruciale della nutrizione: “Nutrizione e attività fisica sono fondamentali”. Lo specialista ha messo in guardia su quello che ha definito “il male oscuro dell’obesità”, ricordando le malattie croniche degenerative associate al sovrappeso.
Gli esperti hanno illustrato come le nuove tecnologie consentano oggi di valutare con precisione il consumo calorico basale, la composizione corporea e persino il microbioma intestinale. “Il nostro genoma”, ha spiegato il dottor Sukkar, “può essere influenzato dagli alimenti che agiscono in senso epigenetico. Le predisposizioni genetiche possono essere modificate attraverso l’alimentazione che, se corretta, non ha solo lo scopo di nutrirci, ma diventa vera e propria terapia”.
Durante l’incontro sono state presentate anche le più recenti innovazioni nel campo della medicina rigenerativa, tra cui tecniche come il concentrato piastrinico e l’utilizzo di cellule staminali da tessuto adiposo. L’arsenale terapeutico moderno include approcci come il Microfat Grafting, la Medicina Rigenerativa, il PRP (Plasma ricco di piastrine) e soluzioni per problematiche estetiche come la calvizie.
In definitiva, occorre accompagnare l’invecchiamento agendo su meccanismi capaci di influenzarne positivamente il decorso: rallentare questo processo significa migliorare la qualità della vita e prevenire l’insorgenza di patologie.
“La medicina antiaging è soprattutto prevenzione”, ha concluso la dottoressa Lazzari, lasciando ai presenti un messaggio chiaro: “Bisogna invecchiare con intelligenza”.
