La risposta ai farmaci di ciascuno di noi dipende da tanti fattori, incluso il sesso e il genere. Includere lo studio di queste differenze per garantire equità e appropriatezza delle cure è essenziale per il futuro della medicina di personalizzata.
La personalizzazione delle cure è uno dei principali obiettivi della medicina moderna. E grazie alle numerose scoperte e innovazioni nel campo della genetica, delle biotecnologie e dell’informatica degli ultimi trent’anni, sono stati fatti notevoli passi avanti in questa direzione. Ma la via per trasformare in realtà la promessa di una medicina personalizzata passa anche, e soprattutto, dalla farmacologia di genere. Uomini e donne rispondono infatti ai farmaci in maniera diversa e studiare e riconoscere le differenze tra i sessi e i generi è il primo passo per garantire equità e appropriatezza delle cure.
Farmacocinetica: quali differenze tra uomini e donne ?
La farmacocinetica descrive il percorso del farmaco all’interno dell’organismo attraverso quattro fasi principali: assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione. Le differenze biologiche tra uomini e donne influenzano tutti e quattro questi parametri farmacocinetici e di conseguenza la risposta ai farmaci. Inoltre età e livelli ormonali possono ulteriormente amplificare queste differenze.
Assorbimento
L’acidità dello stomaco è minore nelle donne e può determinare un diverso assorbimento di alcuni farmaci. E’ il caso ad esempio delle benzodiazepine e degli antidepressivi, che vengono assorbiti più velocemente nelle donne rispetto agli uomini. Inoltre la motilità intestinale è ridotta nelle donne e ciò determina una più lenta velocità di svuotamento gastrico di cui si deve tener conto nel determinare l’intervallo tra l’assunzione di una terapia e i pasti.
Metabolismo
I farmaci vengono metabolizzati nel fegato, dove si trovano degli enzimi in grado di demolire le sostanze estranee per facilitarne l’espulsione attraverso i reni. Numerosi studi hanno dimostrato che alcuni enzimi, come il citocromo CYP1A2, sono più attivi negli uomini mentre altri, come il citocromo CYP3A e la glicoproteina P, sono più attivi nelle donne. Queste differenze hanno un effetto importante sui livelli ematici e di conseguenza sulla biodisponibilità ed efficacia dei farmaci.
Distribuzione
La dimensione corporea è fondamentale per determinare il dosaggio medio di un farmaco, che è solitamente calcolato sulle dimensioni di un maschio caucasico di 70 kg. Tuttavia le donne pesano meno degli uomini e hanno una percentuale di massa grassa maggiore, che determina una diversa distribuzione delle sostanze all’interno dell’organismo. In base alla loro composizione chimica, i farmaci possono infatti essere classificati in due categorie, i farmaci idrofili che si sciolgono nell’acqua e quelli lipofilici che si sciolgono nel grasso. Questa loro caratteristica fa si che i farmaci diversi si distribuiscano diversamente negli uomini e nelle donne e questo può condizionare sia la loro efficacia sia la loro tossicità.
Eliminazione
La velocità di filtrazione glomerulare, ovvero la velocità con cui i nostri reni si svuotano e ripuliscono il sangue di tutte le sostanze accumulatesi al suo interno, è minore nelle donne. Di conseguenza anche la velocità di eliminazione dei farmaci sarà minore influenzando cosi l’efficacia e l’eventuale tossicità del trattamento farmacologico.
Quali differenze nella farmacodinamica ?
La farmacodinamica studia i meccanismi d’azione dei farmaci e i loro effetti sull’organismo. Le differenze farmacodinamiche più difficili da studiare e individuare e sono mediate principalmente dagli ormoni sessuali e dalla genetica. I recettori degli ormoni sessuali sono infatti presenti nelle cellule di molti tessuti e pertanto possono determinare una diversa risposta ai farmaci tra uomini e donne. Un esempio tipico è quello della diversa sensibilità agli oppiodi tra uomini e donne, dovuta almeno in parte ad una diversa attivazione dei recettori per questi farmaci nelle cellule cerebrali modulata dagli estrogeni.
L’importanza del genere
Nell’esaminare le differenze nella risposta ai farmaci è importante considerare non solo le differenze fisiologiche legate al sesso ma anche le differenze legate al genere. Le donne consumano infatti più farmaci rispetto agli uomini e possono assumere contraccettivi ormonali in età fertile o la terapia ormonale sostitutiva in menopausa. Inoltre, le donne fanno un uso maggiore di rimedi “naturali” e sono pertanto più esposte a rischi di interazioni tra farmaci e possibili reazioni avverse. Alcuni prodotti erboristici, come ad esempio l’iperico, possono infatti interagire con diversi farmaci e modificarne l’effetto, mentre integratori alimentari come le fibre possono influenzare l’assorbimento dei farmaci.
L’impatto delle differenze per alcune classi di farmaci
Aspirina
Oltre ad essere un anti-infiammatorio, l’aspirina è in grado di bloccare l’aggregazione delle piastrine e viene pertanto somministrata a bassi dosaggi per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, come l’infarto del miocardio e l’ictus. Studi recenti hanno dimostrato che la cardioaspirina è meno efficace nel prevenire l’infarto nelle donne rispetto agli uomini, mentre sembra essere più efficace nella prevenzione degli ictus ischemici.
Statine
Le statine sono farmaci utilizzati per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, grazie alla loro capacità di bloccare l’enzima responsabile della sua produzione a livello del fegato. Le statine sono generalmente ben tollerate, ma nelle donne possono causare eventi avversi anche importanti a livello muscolare.
Betabloccanti
I betabloccanti classici, come il propranololo e il metoprololo, raggiungono concentrazioni plasmatiche più elevate nelle donne rispetto agli uomini che possono pertanto manifestare un maggior numero di effetti collaterali nel caso in cui il dosaggio non venga adeduatamente aggiustato.
Antidepressivi
Sebbene alcuni studi abbiano riportato una maggiore efficacia degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina nelle donne e una migliore risposta terapeutica dell’antidepressivo triciclico imipramina negli uomini, attualmente non ci sono dati sufficienti per giustificare l’uso sistematico di un tipo di antidepressivo negli uomini e un altro nelle donne. Inoltre anche per il trattamento con antidepressivi le donne sperimentano più effetti collaterali anche gravi rispetto agli uomini.
Antinfiammatori
Gli antinfiammatori vengono divisi in due categorie, quelli a base di cortisone, o steroidei, e quelli non steroidei, chiamati anche FANS. Diversi studi hanno identificato differenze di genere nella risposta ai FANS. Gli uomini sembrano infatti rispondere meglio all’ibruprofene mentre anche in questo caso le donne presentano maggiori effetti collaterali, soprattuto in risposta ai COX-2 inibitori.
Bibliografia
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3644551
https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/cclm-2012-0849/html
