Il colesterolo è un fattore di rischio cardiovascolare importante. Nelle donne il profilo lipidico cambia nel tempo e questi cambiamenti devono essere presi in considerazione per un corretto approccio terapeutico
La menopausa è un momento molto delicato per la salute della donna, durante il quale si verificano alterazioni ormonali e metaboliche che hanno conseguenze importanti sul corpo e sulla sua fisiologia. Come se non bastassero le vampate di calore e gli sbalzi d’umore, con la menopausa i livelli di colesterolo aumentano, superando spesso i livelli ritenuti “normali”. Un cambiamento che può passare inosservato tra i sintomi fisici e la frenesia generale di quegli anni, ma che va tenuto d’occhio perché è un importante fattore di rischio per le malattie cardiache.
Come cambiano i livelli di colesterolo durante la vita della donna
La menopausa produce cambiamenti notevoli nell’organismo femminile, alcuni dei quali molto noti come l’aumento di peso, le vampate, la secchezza vaginale, i disturbi del sonno e gli sbalzi d’umore.
Tra gli effetti meno conosciuti, ma comunque rischiosi c’è un aumento dei livelli di colesterolo, che tende a verificarsi in modo abbastanza improvviso, in genere nell’anno precedente fino all’anno successivo alla menopausa. Durante l’età riproduttiva, il profilo lipidico delle donne è infatti caratterizzato da alti livelli di colesterolo buono HDL e bassi livelli di colesterolo cattivo LDL. Con la menopausa, tuttavia, si ha un aumento del colesterolo “cattivo” LDL e dei trigliceridi, mentre il colesterolo “buono” HDL diminuisce. Questo cambiamento del profilo lipidico aumenta il rischio di formazione delle placche ateriosclerotiche ed è associato ad un maggior rischio di malattie cardiovascolari.
Qual è il legame tra menopausa e colesterolo?
Un recente studio pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology ha cercato di indagare i meccanismi che determinano l’aumento del colesterolo durante la menopausa.
I risultati dello studio confermano che con l’interruzione della produzione di estrogeni, i livelli di colesterolo cattivo LDL e di trigliceridi aumentano mentre il colesterolo buono HDL comincia a calare. Secondo i ricercatori, inoltre, questi cambiamenti non sono legati al naturale processo di invecchiamento ma sono dovuti ai cambiamenti ormonali che accompagnano la menopausa. Gli estrogeni hanno infatti un ruolo importante nel regolare il metabolismo dei lipidi nel fegato, che utilizza acidi grassi, trigliceridi e colesterolo per soddisfare le esigenze metaboliche del corpo. Con il calo dei livelli di estrogeni durante la menopausa, il colesterolo LDL e i trigliceridi non vengono più utilizzati dal fegato e questo determina un loro aumento.
Lo studio mette inoltre in evidenza che l’effetto degli estrogeni sul colesterolo può essere visibile anche prima della menopausa: i livelli di colesterolo, infatti, aumentano e diminuiscono anche durante i cambiamenti ormonali di ogni ciclo mestruale.
Il ruolo della terapia ormonale sostitutiva per abbassare il colesterolo
Se un calo degli estrogeni provoca un aumento del colesterolo, perché non re-integrarli con la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS)? Solitamente assunta per contrastare i sintomi più fastidiosi della menopausa, come le vampate di calore o gli sbalzi di umore, la TOS sembra essere associata anche ad un aumento del colesterolo buono e a una riduzione di quello cattivo. Tuttavia, non ci sono ancora robuste evidenze scientifiche a sostegno di quest’ipotesi e le donne che valutano di iniziare la TOS devono discuterne con il proprio medico curante, anche in considerazione dei potenziali rischi di coaguli e ictus legati all’assunzione di estrogeni.
L’importanza della dieta per controllare il colesterolo
Non possiamo evitare l’invecchiamento, ma possiamo cambiare il nostro stile di vita per contrastarne gli effetti. Per le donne il cui colesterolo sale a livelli non salutari durante la menopausa, la prima raccomandazione è la modifica dello stile di vita.
La sola dieta può avere infatti un impatto importante sulla diminuzione dei livelli di colesterolo. Ogni dieta va discussa ed elaborata insieme al medico specialista, ma in linea generale per ridurre il colesterolo si dovrebbe cercare di limitare il consumo di zuccheri e acidi grassi saturi a favore di alimenti ricchi di fibre alimentari, acidi grassi omega-3 e proteine della soia.
L’alimentazione da sola però non è sufficiente e gli esperti consigliano anche di praticare una regolare attività fisica e di evitare il fumo, che abbassa i livelli di colesterolo buono e danneggia le arterie.
I trattamenti
Le statine rappresentano il trattamento standard per le persone con colesterolo alto, comprese le donne in menopausa. Questi farmaci agiscono bloccando l’enzima responsabile della produzione di colesterolo a livello del fegato ed in questo modo abbassano i livelli di colesterolo endogeno circolante.
Le statine sono generalmente ben tollerate ma possono avere degli effetti collaterali, come ad esempio dolore muscolare, spesso più importanti e frequenti nelle donne che negli uomini. Purtroppo, la maggior parte degli studi clinici che hanno stabilito l’efficacia e la sicurezza delle statine sono stati condotti prevalentemente o interamente su uomini, con risultati poi estrapolati alle donne. Sono pertanto necessarie ulteriori ricerche per stabilire delle linee guida cliniche specifiche per le donne.
Inoltre, secondo un recente studio di Jama, le donne sono meno propense rispetto agli uomini ad accettare la raccomandazione del loro medico di seguire una terapia base di statine. Anche in questo caso sono quindi necessarie ulteriori ricerche per capire perchè i pazienti non seguono le indicazioni del medico sulla terapia con statine e i motivi dei tassi più elevati di questo fenomeno tra le donne.
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